Ghana, l’inferno è sulla terra

L’inferno è sulla terra. E non capisco come si possano avere dubbi.

Il Ghana conta i morti. E la cosa peggiore è che tutto quel che capita è causato dall’uomo. Incompetenza, approssimazione, corruzione. È per questi motivi che distributori del gas saltano in aria e la gente affonda e affoga nell’acqua. Sì, è per questi motivi.

La pioggia incessante, i temporali, gli acquazzoni violenti sono cosa normale, normalissima in Ghana durante questa stagione. Da secoli, mica da ieri. Eppure, nessuno riesce a costruire strade ben fatte, edifici adeguati, impianti e sistemi di sicurezza a norma.

È così che accade che una stazione di carburante salti in aria uccidendo 96 persone (ma forse il conteggio sarà più alto alla fine). Ed è così che accade che i continui allagamenti sommergano – non solo i sobborghi o i piccoli villaggi – ma Accra stessa. Come se non si trattasse della capitale di uno dei Paesi africani considerato di maggior appeal per gli investitori stranieri e considerato uno fra i più avanzati del continente.

Si incolpa la pioggia, questa maledetta stagione delle piogge. Come lo scorso anno e l’anno prima ancora. Come sempre. Mai che si maledica l’uomo. E le sue colpe.

I preti, la maggior parte falsi, gridono al giudizio di Dio; i politici si appellano alla natura che non si può cambiare; le strade e le attività sono interrotte; la gente muore.

In questi giorni il Ghana ricorda i giorni dell’Apocalisse. Non ne è lontana, dopotutto l’inferno è in terra.

Foto tratta dal web

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