Perchè la vita è un colpo di fortuna

Stasera non va. La permanenza in Italia a volte diventa pesante. Fare i conti con mondi così diversi, collegati in modo improbabile dal filo dei miei racconti, delle mie memorie, di storie ed esperienze che è difficile condividere. Qualche volta si fa fatica.

È periodo di incontri, seminari, conferenze in questi mesi italiani. Incontri professionali in cui si mettono da parte sentimenti e passioni e ci si limita ai numeri, ai fatti.

Capita però che qualcuno ti smuova le viscere, che faccia l’intervento sbagliato nel modo sbagliato, al momento sbagliato. Che si alzi nella sala e dica “Ma insomma queste cose sull’Africa le sappiamo tutti, ma che venite a raccontarci. A noi, che ogni giorno sui nostri  quotidiani locali parliamo di immigrati“. (Clandestini, ovviamente).

E no, caro corsista che ti alzi dal fondo della sala a tradimento. Tu dell’Africa non sai proprio nulla, non hai mai messo piede nemmeno a Sharm el-Sheikh probabilmente, figuriamoci nell’Africa nera. E poi: che schifo sti’ neri. Ma perchè non se ne stanno a casa loro?

Perchè, caro corsista di cui interpreto il pensiero – che seppure in quel momento forse non è stato tuo appartiene parecchio a quelli che leggono quello che scrivi – perchè, ripeto, a casa propria non ci sono state le tue generazioni precedenti? Quelle che hanno fatto gli emigranti parecchi anni prima che tu ti trovassi a scrivere di questi rompicoglioni che arrivano nel tuo bel paese.

Perchè, caro corsista non vai a farti un po’ di vita in Africa? Non in quella energica che cresce e avanza, non in quella bella dei resort. No, ti invito a fare un po’ di vita nei villaggi rurali e negli slum. Là forse un po’ di prosopopea la perderesti. E già che ci sei impara almeno l’inglese e il francese. Così potrai leggere quegli eccellenti giornalisti africani che sì che sanno spiegarti il continente e ciò che vi accade.

Comunque, già che ci sono, ti dico perchè tu sei obbligato a scrivere di quei poveri scalcinati immigrati (clandestini). Devi farlo perchè sei fortunato. Sei fortunato ad essere nato in questa parte del mondo. Sei fortunato perchè mangi, bevi, fai le vacanze, hai un lavoro e – guarda un po’ – puoi anche giudicare gli altri.

Sai cosa mi hai fatto tornare in mente? Una famiglia che ho conosciuto giù, nel continente nero. Precisamente in Ghana dove appunto vivo quando non sono nel nostro bellissimo (fortunato) Paese. Poi, certo, tutto è relativo.

Il padre famiglia – che non è quasi mai a casa – fa il pescatore. La mamma e le quattro figlie sai che fanno? In un chioschetto sgangherato vendono biglietti del gioco del lotto. Vendono la fortuna. E la vendono a persone che stanno messe come loro. Che non sanno se quel giorno mangeranno o meno. Ma la fortuna – sai com’è – in certi posti del continente nero e maledetto – come tu pensi che sia – va cercata. Non è proprio a portata di mano.

Te le presento con queste foto, e se vorrai conoscerle fammelo sapere.

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Foto di ©Antonella Sinopoli

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