Africani siate ispirati per la vostra terra, non aspettate le ONG

Inspiring lo è, non c’è dubbio. E non (solo) per la sua voce di seta – come fa notare qualcuno nei commenti al video.

Mi sono imbattuta – i partecipanti africani ai Ted cerco di non perdermeli mai – in questo intervento di Mallence Bart Williams.

Tedesca da parte di madre, sierraleonese da parte di padre. Un bel mix afro-europeo. Lei fa un po’ tante cose: filmaker, autore, fashion design. Ha usato queste sue qualità per coinvolgere in un interessante progetto, ragazzi di strada sierraleonesi. Ma ha usato prima di tutto la sua umanità. Vi invito a guardare il video, ma soprattutto ad ascoltare. (Anche la sua voce di seta.)

Sottoscrivo in pieno la sua critica all’Occidente, compresa quella alle ONG (soprattutto quelle mastodontiche) e confesso che più vivo in territorio africano più ne vedo limiti, difetti e… danni. Quando non totale malafede.

C’è una frase che Mallence usa nel suo discorso, una frase dura, diretta e – lasciatemelo dire – scontata. Scontata per quanto questo è noto e risaputo. E se non è noto e risaputo basta riflettere su un dato che tra poco vi darò.

La frase è: While one hand gives under the flashing lights of cameras, the other takes, in the shadows – mentre una mano dà sotto i riflettori delle telecamere, l’altra prende (io direi arraffa) nell’ombra.

mallence12

Il dato che volevo darvi, invece, è questo. In Ghana – mi fermo a questo Paese – sono registrate circa 2.450 ONG. Lo dice la directories di WANGO, World Association of Non-Governmental Organizations, altra ONG insomma. (Molte di queste sono gestite da ghanesi, ovviamente).

Adesso, sono certa che la metà se non di più non sarà più operativa – o opera in tutt’altra direzione 😦 ma il dato è scioccante. Se non altro perché il risultato di un numero così consistente di ONG, Charity e quant’altro si dovrebbe vedere. O no? E vabbè, possiamo sempre dire che senza andrebbe peggio… Voi ci credete?

Detto questo c’è una sola cosa su cui vorrei che Mallance – e tutti, tutti gli africani che criticano costantemente l’Occidente – colpa di ogni male in Africa – riflettessero. Il ruolo dei loro leader.

Anzi, prima il ruolo di persone che non fanno altro che sputarci addosso ma non hanno né idee, né iniziative per i propri Paesi e per la propria gente. Diversamente da Mallance che ha fatto qualcosa di bellissimo e originale nel suo Paese, senza aspettare né ONG nè sponsor vari.

Poi, appunto, che riflettessero e giudicassero il comportamento dei loro leader, che in fronte ai riflettori dei media dei loro Paesi sparlano dell’Occidente ma che poi con quell’Occidente ci fanno affari, svendendo le loro risorse e, dunque, la loro gente.

Questa non è retorica. Non lo è sapete perché?

Perché nonostante migliaia di ONG sparse sul continente africano, nonostante la ricchezza del continente e nonostante l’uso di queste risorse concesso dai leader africani, circa 625 milioni di persone nella sola Africa sub-sahariana non hanno accesso all’elettricità, 319 milioni non hanno accesso all’acqua potabile, 383 milioni vivono sotto la soglia di povertà (e c’è un studio che rivela che la povertà e l’ineguaglianza sociale nell’Africa Sub-sahariana sono in aumento) Per non parlare dell’effetto mortale di malattie dovuto spesso solo al mancato accesso alle cure sanitarie.

Ecco, questi sono numeri.  Anzi no, queste sono persone.

Questo è oggi, non il medioevo, non l’epoca pre-coloniale. È l’epoca delle ONG, dei prestiti della Banca Mondiale e del FMI, del petrolio, dei commerci e degli accordi bilaterali.

Magari vorrete parlarmi delle questioni strutturali che riguardano il continente. O magari dei piccoli risultati, quelli forse utili alle piccole comunità – ma anche su questo ci sarebbe da discutere. Ci sarebbe da discutere sulla dipendenza, sulla de-responsabilizzazione (di piccoli e grandi…), sull’opportunismo, sulla sostenibilità. E bla bla bla.

È un discorso lungo e complesso. Non così semplice. E andrebbe affrontato sempre con sincerità. Io, qui, volevo solo presentarvi Mallance. E dare un po’ di numeri. In senso stretto. 🙂

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