Se il futuro dell’Africa si decide sempre altrove (Parte II)

All’inizio ho pensato a uno scherzo, a una fake news. Ma invece no, è proprio vero. L’ennesimo incontro ai vertici che ha avuto come protagonista l’Africa si è svolto senza l’Africa, senza gli africani.
Questa volta non si tratta solo di un evento tenuto in suolo “straniero” all’Africa (vedi post precedente)  ma di un rifiuto  bello e buono.

summit2L’African Global Economic and Development (AGED) Summit in programma all’Università di Southern California in Los Angeles, in programma lo scorso fine settimana, si è svolto senza i delegati africani, a cui il Governo statunitense ha negato il visto. Chi parla di 60 chi di 100 persone che si sono viste rifiutare l’ingresso. I delegati sarebbero dovuti arrivare da 12 differenti Paesi tra cui Nigeria, Camerun, Angola, Etiopia, Sierra Leone, Guinea, Ghana, Sud Africa.

Il motivo? Non è dato saperlo. Alle domande il Dipartimento di Stato ha risposto nisba. Anzi, di non poter esprimersi su ogni singolo caso.

A proposito, il tema di quest’anno era: Clean Energy, Climate Change and Poverty Reduction. Non male, per il Paese ospitante il cui Governo non riconosce il cambiamento climatico e i danni in corso che pare non vogliano partecipare a mitigare.

 

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