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Elefanti, licenza di uccidere. Abbattuto immenso esemplare in Zambia

Era immenso, potente e ognuna delle sue zanne pesava 46 chili. È stato ucciso da un cacciatore regolare in un’area protetta dello Zambia. Uno dei più grandi elefanti africani. Ucciderlo – con regolare licenza rilasciata dalla Stone Hunting Safaris – è costato un bel po’, anche se non è dato sapere quanto.

L’obiettivo – è stato detto – era mettere un freno alla crescita della popolazione di elefanti nell’area, specificando che i soldi andranno al controllo della specie e beneficeranno la popolazione locale e l’ecosistema.

elefante ucciso

Diversi – e differenti tra loro – i commenti e le reazioni alla notizia, pubblicata sulla pagina Facebook Game Animals of the Past and Present. Perché è ormai chiaro che il mondo è diviso tra chi la natura vuol continuare a dominarla e piegarla ai suoi interessi o capricci e chi invece vorrebbe rispettarla e proteggerla.

Tra i primi ci sono i cacciatori di trofei, che conservano una visione e un atteggiamento colonialista e paternalista. Che si manifesta anche nel portasi a casa la pelle e le preziose zanne dell’elefante per lasciare i locali a banchettare sulla carcassa dell’animale, come fossero tutti avvoltoi.

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Foto tratta dal sito gohunts.com   

Un atteggiamento presentato come manifestazione dell’onore e dell’interesse per le comunità locali del ricco cacciatore bianco. Contando sul fatto che gli abitanti del posto ovviamente vanno poco per il sottile quando si tratta di ricevere cibo o altro e poco si preoccupano di quanto questi comportamenti incidano a livello di distruzione dell’ambiente e a livello dei rapporti di forza tra gli individui, i bianchi ricconi e i neri senza un soldo in tasca, tanto per intenderci.

Dopotutto esiste una feroce contro campagna che vuole dimostrare che la caccia è un bene per l’ambiente e per le comunità locali.

Vogliono farvi credere che gli elefanti siano sull’orlo dell’estinzione, ma la realtà è completamente diversa. Ci sono 70.000 esemplari in eccesso solo nello Zimbabwe e niente dell’elefante va sprecato una volta ucciso ma va a beneficio della gente del posto.” – si legge sul sito di Outdoors International, organizzazione statunitense che propone cacce di tutti i generi e ovunque.

Peccato che studi più seri ed accurati dicono esattamente l’opposto. L’elefante africano è una specie vulnerabile, afferma il WWF, e la popolazione di esemplari liberi sarebbe pari a 415.000.

Il periodo peggiore è cominciato negli anni ’80, quello che fu chiamato “l’olocausto degli elefanti“. Lo zoologo britannico Ian Douglas Hamilton stimò che la popolazione di questi animali passò da un milione agli attuali 400.000 circa. Era il boom della caccia grossa ma anche di quella di frodo, tanto che poi nell”89 fu approvata la legge che vietata il commercio di avorio.

Nel 2015, secondo la Born Free Foundation, oltre 24.000 elefanti sono stati uccisi dai cacciatori di frodo, più di quelli nati. Ma queste notizie non fermano la mattanza e il desiderio sfrenato di alcuni di possedere e tenere in casa un bellissimo e unico esemplare. Morto

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