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Africa al voto, le elezioni in programma nel 2018

Sono 20 i Paesi africani in cui si svolgeranno elezioni nel 2018, alcune di queste sono consultazioni locali, regionali, municipali, altre legislative e presidenziali.

Procediamo in ordine alfabetico:

CHAD – data non precisata – In quest’anno dovranno svolgersi le elezioni legislative, che erano già state fissate per il 2015. L’annuncio è stato dato dallo stesso Idriss Déby Itno, alla presidenza del Paese dal 1990.

COSTA D’AVORIO – data incerta – Il mandato di sindaci e presidenti di consigli regionali scadrà in aprile, ma potrebbe essere prolungato. Quindi gli scrutini, in questo caso, non potranno aver luogo che dopo le presidenziali del 2020.

CAMERUN – settembre, ottobre – Anche se la sua candidatura non è ancora ufficializzata, Paul Biya – 84 anni e al potere dal 1982 – dovrebbe essere il favorito delle presidenziali di ottobre, Le legislative si svolgeranno un mese prima.

DJIBUTI – febbraio – Poche speranze per l’opposizione di avere un peso in questo consultazioni legislative. L’attuale presidente, Ismail Omar Guelleh, è capo di Stato dal 1999.

EGITTO – tra febbraio e maggio – Anche se deve ancora dichiarare la sua candidatura, il presidente Abdel Fattah el-Sisi è ancora il candidato forte più probabile nelle imminenti presidenziali nel Paese. Mentre l’ex primo ministro Ahmed Shafiq e l’avvocato per i diritti umani Khaled Ali hanno dichiarato le loro intenzioni di candidarsi, molti candidati dovranno affrontare ostacoli già a partire dalla presentazione delle candidature.

GABON – aprile – Dopo le caotiche presidenziali del 2016, i gabonesi voteranno quest’anno per le legislative. L’opposizione cercherà, ancora una volta, di mandar via Ali Bongo Ondimba, alla presidenza del Paese dal 2009. Sarà difficile, anche perché il Gabon ha recentemente adottato una nuova Costituzione che lascerebbe il presidente Ali Bongo al potere indefinitamente. L’Assemblea nazionale ha votato a stragrande maggioranza in favore della nuova legislazione che consente il rinnovo illimitato del mandato presidenziale che prima era di sette anni.

GUINEA – tra febbraio e settembre – Annullate già diverse volte, le elezioni locali non si tengono – in effetti – da dodici anni. Ora si parla del 4 febbraio. A settembre, invece, sono in programma le legislative.

GUINEA BISSAU – data da definire – Il Paese si trova in pieno impasse politico a causa del conflitto intestino del partito al potere, il PAIGC – Partito africano pe l’indipendenza della Guinea e Capo Verde e il capo di Stato, José Mario Vaz. Le consultazioni – legislative – dovrebbero comunque svolgersi entro aprile.

LIBIA – data incerta – Sono tra le consultazioni elettorali più attese e più incerte. Si vota per il presidente e per la legislatura. Tra i candidati, anche Saif al-Islam Gaddafi, figlio dell’ex dittatore Muammar Gaddafi. Saif, che è stato anni in cattività ed è ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità, spera di diventare presidente e di unire tutte le varie fazioni che ora si contendono il territorio libico.

MADAGASCAR – dicembre – Si tratta di elezioni presidenziali e dovrebbero vedere il confronto tra l’attuale capo di Stato, Hery Rajaonarimampianina, e gli ex presidenti, Marc Ravalomanana e Andry Nirina Rajoelina che tornano a candidarsi.

MALI – tra aprile e novembre – Le consultazioni elettorali rguardano elezioni locali, legislative e presidenziali. Si dovrebbe cominciare ad aprile con le locali. Il Paese sta vivendo un difficile momento a causa delle violenze dei gruppi militanti islamici. Alla fine del dicembre scorso, il primo ministro Abdoulaye Idrissa Maiga ha rassegnato le dimissioni insieme al suo Governo, infliggendo un duro colpo al presidente Ibrahim Boubacar Keita, 72 anni, che è pronto a ricandidarsi. Lo scorso settembre, Kalifa Sanogo, sindaco della seconda città del Mali, Sikasso, ha dichiarato la sua candidatura. La mossa complica la situazione dato che il suo partito, l’Alleanza per la democrazia in Mali (Adema), sostiene Rally per il Mali (RPM) di Keita in Parlamento e non era previsto che schierasse un candidato presidenziale separato.

MAURITANIA – data incerta – Il mandato dei deputati scadrà a novembre 2018 e dunque le elezioni legislative dovranno essere indette prima di quella data. Sono anche previste elezioni municipali e regionali ma per il momento non è stata fissata la data.

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO – 23 dicembre – Due anni di negoziazioni e finalmente si è stabilta la data delle elezioni. Il grande interrogativo è se il presidente Joseph Kabila, che ha governato il Paese dal 2001, e che ha ripetutamente rinviato le elezioni, sarà d’accordo a dimettersi. Si vota non solo per le presidenziali, ma anche per le legislative e provinciali. Intanto il Paese, tra i più ricchi di minerali al mondo, è in preda al caos e alle violenze di gurppi armati.

RWANDA – settembre – Nel 2017 il presidente Paul Kagame ha vinto nuovamente le elezioni, è capo di Stato dal 2000. Il suo partito, il Fronte patriottico rwandese, dovrà dimostrare la sua tenuta nelle elezioni legislative previste per settembre.

SÃO TOMÉ E PRÍNCIPE – ottobre – Si prevede battaglia tra l’Azione Democratica Indipendente (ADI)  di Patrice Trovoada che ha vinto le legislative nel 2014 e il Movimento di liberazione di São Tomé e Príncipe – Partito Social Democratico (MLSTP-PSD). Si volta, ancora, per le legislative.

SIERRA LEONE – marzo – Oltre 3 milioni di elettori sono chiamati alle urne il 7 marzo per le consultazioni presidenziali, legislative e locali. Più di una dozzina i partiti che schierano candidati. Il partito al potere, All People’s Congress, ha nominato il ministro degli Esteri Samura Kamara il successore del presidente Ernest Bai Koroma, che lascerà il potere dopo un decennio. Il candidato all’opposizione Julius Maada Bio, che ha corso contro Koroma nel 2012 dovrebbe candidarsi anche a queste prossime elezioni.

SUD SUDAN – data incerta – Le prime elezioni generali erano state fissate nel 2015, e avrebbero dovuto essere le prime dall’indipendenza. Tuttavia, un tentativo di colpo di Stato e il conflitto hanno cambiato i programmi. Le elezioni presidenziali dovrebbero ora svolgersi nel 2018 così come le legislative.

SWAZILAND – settembre – Elezioni legislative senza partiti politici ( i deputati si presentano a nome proprio senza sostegno politico)  sono previste per settembre. Ma c’è un’opposizione che chiede di boicottarle come avvenne nel 2013.

TOGO – luglio – A luglio previsto il voto legislativo ed entro l’anno dovranno svolgersi le consultazioni locali. Il Togo da oltre un anno sta vivendo un periodo di proteste e manifestazioni di piazza contro quella che viene considerata la dittatura della dinastia Eyadéma.

ZIMBABWE – data incerta – Dopo le dimissioni di Robert Mugabe – dovute in realtà a un colpo di Stato – al potere dal 31 dicembre 1987 al 21 novembre 2017 – e la nomina ad interim di Emmerson Mnangagwa, i cittadini dovranno scegliere il nuovo presidente. Ci si aspetta naturalmente che Mnangagwa si presenti, alla guida del partito. ZANU-PF.

 

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