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Camerun, la crisi secessionista: in migliaia trovano rifugio in Nigeria

Il Camerun sta vivendo la sua crisi peggiore da molti anni a questa parte. Una crisi cominciata dalle proteste e rivendicazioni di giustizia e pari diritti della popolazione anglofona, minoranza rispetto alla parte francofona del Paese che è anche la maggioranza linguistica, politica, parlamentare e istituzionale.

Fonti di organizzazioni non governative dicono che almeno 43.000 persone nelle ultime settimane sono fuggite dal Paese e si sono rifugiate in campi profughi allestiti in Nigeria. La cirfra è almeno tre volte maggiore di quanto riferito da fonti governative e dall’ONU. La popolazione anglofona è soprattutto raccolta in due regioni a Sud Ovest del Paese e al onfine con la Ngeria.

Il movimento secessionista denuncia violenze, abusi e omicidi d parte delle forze militari governative. Cominciata come opposizione all’obbligo di usare solo la lingua francese a scuola e in altre sedi ufficiali ma anche come denuncia della difficoltà di trovare lavoro, la protesta si è allargata fino a diventare un vero e proprio movimento di secessione che ha dato vita alla nascita di un territorio “politico” a cui è stato dato il nome di Ambazonia, un presidente auto eletto, un inno nazionale, una bandiera. Un quinto della popolazione camerunense parla inglese e da tempo denuncia squilibri nelle politiche nazionali e discriminazioni di vario tipo.

Paul Biya, che guida il Paese d 35 anni e si ricandiderà alle prossime elezioni, definisce i secessionbisti “criminali”. Questa situazione appare più preoccupante dei raid di Boko Haram nella parte Nord del Paese, al confine con la Nigeria. Infatti, tocca le fondamenta sociali del Paese e, se all’inizio, si è sminuito il problema e le rivendicazioni dei secessionisti, ora sembra che si stia perdendo il controllo della vicenda.

La situazione dei rifugiati sta aprendo un altro fronte di crisi umanitaria con persone che cercano di arrivare in Nigeria attravesando fiumi, sentieri con controllati e altre vie non convenzionali. Anche la situazione nei campi – già sovraffollati – che stanno ospitando questi rifugiati non è facile.

Va messa in conto anche una possibile crisi diplomatica, con accuse alla Nigeria da parte di media e ufficiali di governo camerunensi di ospitare ribelli.

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