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Ghana, se a scuola si incontrano carenze e abusi

C’è spesso un grosso gap ta le parole e i fatti, tra quello che si racconta e quello che si vive.

Il Ghana, considerato – e non a torto – uno dei Paesi africani più avanzati e dall’economia in crescita, non risponde però in termini di educazione alle aspettative.

Pur se il tasso ufficiale di alfabetizzazione è pari al 76,6% nel 2015 (non il più alto, comunque, dei Paesi dell’Africa Sub-Sahariana) e con una crescita costante del totale della popolazione che – secondo la definizione di literacy – a 15 anni sa leggere e scrivere, la realtà è ben diversa.

Uno dei cavalli di battaglia del presidente Nana Akufo-Addo in campagna elettorale era stata la promessa di eliminare i costi per gli studenti – e dunque per le famiglie – delle scuole secondarie.  “There will be no admission fees, no library fees, no science centre fees, no computer laboratory fees, no examination fees, no utility fees. There will be free textbooks, free boarding and free meals.” “Non ci saranno tasse di ammissione, nessuna spesa per le biblioteche, nessuna tassa per i centri scientifici, nessuna tassa per i laboratori informatici, nessuna tassa per gli esami, nessuna tassa per le utenze, saranno gratuiti i libri di testo e le spese di alloggio e dei pasti”.

In realtà, soprattutto nelle aree rurali, la situazione è ben lontana dall’aver garantito queste intenzioni. I soldi – nella maggior parte dei casi – non sono mai arrivati ma sicuramente la frustrazione è aumentata.

Un’intervista fatta da Al Jazeera a rappresentanti di due ONG, raccontano chiaramente lo stato in cui versa l’apparato scolastico ed educativo in questa nazione. Non solo nelle scuole pubbliche ma anche in quelle private delle aree più povere e periferiche.

Carenza di edifici scolastici o edifici fatiscenti e pericolosi tanto che ancora si fa lezione sotto gli alberi in moltissimi villaggi. Mancanza, dicevamo, di quelle risorse annunciate e sperate. E poi, soprattutto, inadeguatezza – in troppe scuole – degli insegnanti.

Spesso questi ultimi non parlano un buon inglese – seppure lo parlano – e dunque non sono in grado di gestire lezioni nella lingua nazionale. Spesso si tratta addirittura di volontari o ragazzi che sono ancora studenti e che cercano di guadagnare qualche soldo. Ma ciò vuol die scarsa competenza e ancora più scarsa motivazione.

E poi c’è un dato a cui i due intervistati non fanno riferimento, ma che è più grave di tutte le carenze e insufficienze: gli abusi sessuali.

Nel 2014 si parlava di un 33% di ragazzi e ragazze abusati, più della metà delle molestie avvenute a scuola. Una percentuale sottostimata se si pensa a quanti preferiscono tacere. Un’altra analisi di organizzazioni per i diritti dell’infanzia indica che il numero è molto più alto. E non sono rari casi di ragazze costrette a lasciare la scuola perché in stato di gravidanza dopo violenze – o rapporti seguiti a promesse di denaro o di buoni voti – subite da parte di un insegnante.

L’ultimo caso che sta facendo scalpore nel Paese si è verificato in una scuola secondaria (Ejisuman Senior High School) nella regione Ashanti. Almeno dieci ragazze hanno accusato alcuni professori di averle costrette a rapporti orali come “forma di punizione”. Ora le ragazze dovranno “subire” le domande della Commissione disciplinare e stanno già affrontando la vergogna e le reazioni che si stanno abbattendo su di loro.

Ghana is trying hard” – Il Ghana ce la sta mettendo tutta (con riferimento al Governo, immagino), conclude il rappresentante della ONG intervistato da Al Jazeera. Probabilmente sì, ma altrettanto probabilmente non abbastanza. E forse trascurando un aspetto fondamentale: quello dell’etica.

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