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TEDx tra i rifugiati del Kakuma in Kenya. Per ascoltare una storia differente.

Kakuma è una distesa infinita di tende e capanne sotto il cielo d’Africa. Quando piove diventa ancor più un inferno e quando batte il sole bisogna disperatamente trovare riparo come si può.  Kakuma è uno dei campi rifugiati più estesi e popolosi dell’Africa orientale.

È in territorio kenyano ed è lì ormai dal 1992 quando cominciarono i primi insediamenti dei “Lost boys of Sudan“. Ora ci “abitano” 185.000 persone provenienti da conflitti sparsi e aree di crisi sociale ed economica: Sud Sudan, Somalia, Etiopia, Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Uganda, Rwanda. E oltre il 76% di questa popolazione eterogenea di rifugiati e profughi è costituita dal donne e bambini.

Tra qualche giorno, il 9 giugno, questa “città rifugio” sarà teatro del TEDx. L’evento si svolgerà sotto una tenda che fa solitamente da scuola e sarà trasmesso live attraverso mega schermi in tutto il campo e anche in quello di Dadaab, altro immenso campo rifugiati in Kenya che a gennaio 2018 contava oltre 235.000 persone.

Thrive, è il titolo dato all’evento. Vuol dire, fiorire, prosperare.

TEDx Kakuma Camp – si legge nella presentazione dell’iniziativa – offrirà una prospettiva diversa della vita da rifugiato. Una prospettiva lontana dalle immagini di devastazione e sofferenza, ma rivolta a storie di resilienza, di contributi interessanti, di creatività.
Storie che elevano e ispirano non solo le comunità che li ospitano, ma il mondo intero. Il tema, Thrive, rappresenta la nostra convinzione che i rifugiati a cui sono date possibilità concrete, possono dare forma a un futuro pacifico e tollerante in questo nostro mondo.

Tra i relatori ci saranno alcuni ospiti del campo, ma anche altri che lo hanno lasciato e poi esperti e artisti internazionali.

TEDx Kakuma Camp sarà il primo evento TEDx ospitato in un campo profughi, con rifugiati e per rifugiati.

L’evento potrà essere seguito in diretta webstream. La speranza è che faccia bene ai rifugiati. Che non dovrebbero mai esistere.

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