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Mauritius mette in vendita i passaporti e la cittadinanza

Per stimolare le economie locali molti Governi africani applicano politiche di attrazione di investimenti esteri, alcune anche eclatanti.

È il caso del Governo della Repubblica di Mauritius, grande isola nell’Oceano Indiano che la settimana scorsa ha annunciato che offrirà agli stranieri la possibilità di ottenere la cittadinanza mauriziana in cambio di un milione di dollari non rimborsabili. Per un costo aggiuntivo di 100.000 dollari l’azienda investitrice può anche acquistare la cittadinanza per i propri dipendenti. Questi soldi verrebbero pagati nel fondo sovrano del Paese.

Si tratta della prima volta che un Paese offre la cittadinanza in cambio di denaro. La decisione prevede anche altre misure: gli stranieri che non possono permettersi un milione di dollari, possono acquistare “solo” il passaporto mauriziano con 500.000 dollari, costa invece 50.000 dollari quello per i familiari.

Un passaporto di un certo valore quello delle Mauritius, chi lo possiede infatti ha accesso a 131 Paesi in tutto il mondo, secondo il nuovo Rapporto di Henley & Partners, che misura la libertà di viaggio di cui godono i cittadini di un Paese attraverso i loro passaporti.

Nel gennaio 2017, Serbia, Seychelles e Mauritius sono diventati gli unici Paesi i cui cittadini possono recarsi in Cina, in Russia o nello spazio Schengen senza bisogno di visti. Gli economisti ritengono che Mauritius possa essere utilizzata come trampolino di lancio per gli investimenti in Cina e in India. E questa è una delle ipotesi più accrdditate per spiegare questa scelta (oltre, ovviamnete, a fare cassa). Per fare un raffronto il passaporto tedesco dà accesso a 176 Paesi, quello italiano o USA a 174.

Alle Mauritius vivono oltre un milione di persone, un mix etnico e religioso di africani, francesi, cinesi e indiani. È, inoltre, il Paese africano più quotato nell’indice Doing Business della World Bank 2017. 

Mauritius ha una lunga storia di stabilità politica dalla sua indipendenza nel 1968. A tirare l’economia è soprattutto la canna da zucchero, il  settore manifatturiero, quello turistico.

La Repubblica delle Mauritius è anche nota per essere un paradiso fiscale e secondo alcuni la politica dell’acquisto dei passaporti potrebbe attrarre imprenditori senza scrupoli, ma – dicono gli ufficiali di Governo – essere anche un incentivo per i cittadini dei Paesi in cui i loro passaporti non hanno granché valore.

Quei cittadini però – proprio perché vivono in Paesi come Eritrea, Somalia, Yemen, Pakistan, Iraq, Afghanistan – non avranno mai la cifra richiesta dalle Mauritius per dotarsi del suo passaporto.

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