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Quanto sono tolleranti gli africani? 5 domande per capirlo. Svetta la Namibia

Quanto sono tolleranti gli africani? Ce lo dice una recente e breve inchiesta svolta da Afrobarometer che ha intervistato i cittadini di 33 Paesi africani.

La domanda era semplicemente: ti piacerebbe avere come vicino una persona diversa da te? E questo diverso includeva nella domanda aspetti religiosi, sociali, aventi a che fare con la sfera sessuale.

Per quanto rigurda avere come vicino una persona di un gruppo etnico differente 9 su 10 – vale a dire il 91% degli intervistati – hanno risposto che non avrebbero alcun problema. In Senegal e Gabon, per entrare più nello specifico, sono favorevoli quasi tutti, il 99%. Sono meno accoglienti invece, in questo senso, Marocco e Swizerland dove ha risposto positivamente il 74%.

Veniamo alla differenza di fede religiosa. L’87% degli intervistati si è detto favorevole ad avere un vicino che professa un’altra fede. I più tolleranti sono in Costa d’Avorio e Burundi (98%). I meno tolleranti si sono rivelati gli abitanti di Tunisia (65%) e Niger, dove solo il 51% delle persone chia hanno partecipato all’inchiesta ha detto che non ha problemi ad avere come vicino chi ha con una fede diversa dalla sua.

Sulla tolleranza nei confronti di lavoratori stranieri, questo è stato il risultato: nessun problema per l’81% degli africani. I Paesi più accoglienti sono il Benin (94%), il Bukina Faso (94%), Capo Verde (94%) e Togo (93%). Accoglienza più fredda in Zambia (64%) e Lesotho (57%).

Si abbassano un po’ le percentuali riguardo un vicino con HIV, un totale del 68%, vale a dire i 2/3 della popolazione. Botswana (96%), Namibia (94%), Zimbabwe (94%) sono i più tolleranti, i meno toleranti Madagascar (23%), Sierra Leone (23%) e Niger (22%).

I maggiori problemi emergono quando si chiede agli intervistati se andrebbe tutto ok  con un vicino (o una vicina) omosessuale. Solo il 21% ha risposto sì. Ma l’omofobia non è diffusa in tutta l’Africa. Hanno espresso maggiore tolleranza in Capo Verde (74%), Sud Africa (67%), Mozambico (56%) e Namibia (55%). Si citano anche le Mauritius (49%), Sao Tome e Principe (46%) e Botswana (43%). Agli estremi ci sono invece Uganda, Burkina Faso e Niger (5%), Guinea (4%) e Senegal (3%).

Mettendo insieme le 5 questioni il Paese che risulta nel complesso più tollerante e aperto è la Namibia, seguita da Malawi e Burundi.

Ultimi della lista della tolleranza stanno Marocco, Tunisia e Niger.

L’inchiesta si domanda anche il motivo di queste risposte/reazioni degli intervistati. Quello che aumenta la tolleranza risulta essere: avere frequenti contatti con persone di credo diverso, la cultura e la scolarizzazione, essere aggiornati su cosa accade nel mondo (ascoltare i tg).

Ne emerge dunque, come conclude il lavoro di Afrobarometer, che: la tolleranza si può imparare e che il nostro livello di tolleranza può cambiare a seconda dei nostri studi, di cosa leggiamo e di chi frequentiamo.

 

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