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Pirateria, picco di attività nel Golfo di Guinea. Si tratta di bande nigeriane

Grande attività della pirateria nel Golfo di Guinea dove, nella prima metà del 2018, i pirati hanno rapito 35 marinai, precisamente al largo della Nigeria che è anche la nazionalità della maggior parte dei pirati.

A fornire un quadro della situazione è EOS Risk Group, secondo cui la Nigeria continua ad essere l’epicentro mondiale per le attività di pirateria.

Da gennaio a giugno 2018, EOS ha registrato 34 attacchi pirata nigeriani su navi mercantili e da pesca nel Golfo di Guinea e il rapimento di 35 marinai a scopo di riscatto. Inoltre è stato registarto il dirottamento di diverse navi. Sotto tiro le petroliere.

Il ritorno della petro-pirateria è stato accompagnato da un conseguente aumento della portata geografica delle bande di pirati nigeriani, che hanno portato ad attacchi nelle acque del Benin e del Ghana” ha dichiarato Jake Longworth, analista di EOS Risk.

Secondo alcuni commentatori l’aumento dei prezzi del petrolio sarebbe dovuto alle attività piratesche ma secondo altri sarebbe frettoloso vedere una correlazione esclusiva tra rischio di dirottamenti di petroliere e prezzi del petrolio.

Tra l’altro non si cita lo stato di povertà di gran parte della popolazione nigeriana che vede ben pochi benefici dalle attività estrattive e anzi sperimenta la perdita di terreni, inquinamento, corruzione sfrenata e l’arricchimento delle elite del Paese.

Dopo il calo dell’attività di pirateria al largo del Benin dal 2012, EOS ha dunque registrato 7 attacchi pirata nelle acque della vicina Nigeria nella prima metà del 2018. Gli attacchi hanno comportato numerosi sequestri di petroliere, uno dei quali ha causato la perdita di 2.000 tonnellate di prodotto. I pirati nigeriani hanno anche operato nelle acque del Ghana in aprile, sequestrando cinque marinai da due navi.

La principale minaccia è ancora presente nel Delta del Niger, in particolare sugli approcci ai porti e ai terminal petroliferi nelle vicinanze di Port Harcourt.

Il 95% degli attacchi che abbiamo registrato nelle acque nigeriane si è verificato vicino a Bonny Island, a meno di 60 miglia nautiche dalla costa ha affermato ancora Longworth. I pirati che operano in queste acque sono focalizzati sul rapimento dei marittimi per ottenere un riscatto “.

È in questa zona che, in aprile, i pirati nigeriani pesantemente armati hanno rapito 11 marinai dalla nave da carico olandese FWN Rapide. Secondo EOS, è il numero più alto di ostaggi presi da un gruppo di pirati nigeriani in un singolo attacco.

EOS ha sottolineato che è probabile che l’instabilità nel Delta del Niger aumenti in vista delle elezioni generali del 2019 in Nigeria, il che potrebbe provocare un picco nell’attività della pirateria.

 

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