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Gabon, è morto Santullo, il re dell’edilizia che ha portato lo Stato in tribunale

È morto all’età di 82 anni, a Gaeta, sua città natale, Guido Santullo. L’imprenditore italiano era assai noto in Africa, dove aveva realizzato strade e intrastrutture in Mali, Senegal, Camerun e Guinea.

Ma è sopratutto al Gabon e alla sua gente che rimane legato il suo nome. Santulli faceva parte dell’entourage di conoscenze del presidente Ali Bongo Ondimba. E proprio alla sua impresa, Sericom, il presidente e il ministero delle Infrastrutture affidarono una serie di lavori che hanno in qualche modo cambiato il volto – e la mobilità – del Paese.

Dal 2010 al 2016, Sericom costruisce strade, ponti, edifici pubblici. Quasi 700 miliardi di franchi CFA di appalti pubblici saranno ottenuti dall’azienda di Santulli, per lo più mediante trattativa privata. La maggior parte dei progetti – secondo quanto aveva continuava a ripetere l’uomo d’affari – erano stati prefinanziati dalla società, che appunto in seguito porterà lo Stato del Gabon in tribunale.

E così i vecchi amici sono diventati nemici.

Nel 2015 Guido Santullo accusa lo Stato del Gabon di non aver pagato in tutto o in parte i progetti realizzati dalla sua compagnia. Da allora, è un’escalation giudiziaria. In Svizzera, Francia e Gabon,  il caso di Guido Santullo è davanti ai tribunali. L’imprenditore italiano rivendica allo Stato africano un importo pari ad oltre mezzo miliardo di euro.

Ma Libreville ha costantemente rifiutato di pagare questa somma, sostenendo che le cifre, stabilite anche sotto la supervisione di  Magloire Ngambia, ex ministro delle Ingrastrutture – e oggi accusato di appropriazione indebita e corruzione – sarebbero state gonfiate e le procedure si sarebbe svolte al di fuori del rispetto del codice degli appalti pubblici.

Il 7 febbraio 2018, il Gabon aveva presentato una denuncia contro l’imprenditore italiano a Ginevra per “corruzione” e “riciclaggio di denaro sporco”. L’ultima audizione di entrambe le parti si era svolta davanti a un giudice svizzero il ​​29 giugno scorso.

Cosa succederà ora con la morte dell’imprenditore? Non è infatti ancora chiaro se la sua impresa proseguirà con la richiesta di risarcimento. 

Intanto a pagare questo braccio di ferro sno stati finora i lavoratori. La filiale gabonese del gruppo Santullo lo scorso anno aveva già licenziato 300 personeGli attuali cantieri sono stati chiusi e le attrezzature sono state abbandonate sul posto. Ora il futuro per la Sericom in Gabon è più che mai incerto.

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