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Il movimento pro-family ad Accra. Il suprematismo bianco in Africa per insegnare odio e discriminazione

Sponsorizzare la famiglia tradizionale con l’intento però di creare disarmonie, islamofobia, nazionalismo bianco, discriminazioni (se non peggio) nei confronti della comunità LGBTI.

Le accuse vengono rivolte agli organizzatori e speaker del World Congress Family ospitato ad Accra e legato ad un network di fondamentalisti cristiani a guida statunitense.

Ovviamente tra i partecipanti anche il presidente del WCF, Brian Brown, legato a una fondazione che diffonde odio verso i musulmani, noto avversario dei diritti dei gay e sostenitore di politici di destra ed estrema destra. Fu lui uno dei primi a congratularsi con Matteo Salvini, quando divenne ministro degli Interni con la sua politica verso gli immigrati.

Il movimento globale pro-family, grazie anche alle chiese su cui può fare affidamento, ha già organizzato altri eventi simili in Africa: Malawi (2017) e Kenya (2016 e 2018). Ma – come si fa notare – solo il 3%, 24 tra gli 800 speaker degli ultimi summit, sono africani.

Uno dei principali partner dell’evento è stato CitizenGo, gruppo ultraconservatore fondato a Madrid e che promuove iniziative contro i matrimoni omosessuali, l’aborto, l’eutanasia.

Il Ghana è sempre stato un Paese tollerante, soprattutto dal punto di vista religioso. E non sono pochi ad essere preoccupati per i passi indietro nella lotta per i diritti umani che è destinata a provocare questa iniziativa.

Parlando ad openDemocracy, la portavoce della Coalizione per i valori di amore, unità e tolleranza della famiglia africana ha affermato di essere “profondamente preoccupata” per l’evento di Accra e la rete che vi sta intorno.

Ha anche criticato la pubblica opposizione del World Congress Family ai diritti LGBT. “Le nostre tradizioni ci incoraggiano a vivere in pace insieme come famiglia”.

A questioni come la sessualità è riservata la dovuta privacy all’interno della nostra cultura” ha detto ancora, condannando l’atteggiamento di “individui che vengono dall’estero nel nostro Paese e insegnare ai ghanesi la discriminazione contro membri della propria famiglia solo a causa della propria sessualità“.

 

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