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Camerun, crisi anglofona – un database raccoglierà le prove dei crimini. I cittadini potranno inviare foto e video

Anche il mondo accademico apre gli occhi sulla crisi in Camerun e sulle atrocità in corso.

Una crisi apertasi quando la minoranza anglofona del Paese ha cominciato una strenua lotta per l’indipendenza dal Governo francofono. Lotta che ha portato la parte anglofona ad autodichiarare la nascita del libero Stato dell’Ambazonia. Lotta che ha portato a commettere atti spietati da una parte e dall’altra.

L’Università di Toronto, in partnership con alcuni Atenei africani ha deciso di aprire un database per registrare atti di violenza e tutto ciò che invece si vorrebbe tenere nascosto.

Come hanno spiegato gli ideatori di questo progetto

Le Università hanno messo a punto un sistema estremamente facile da utilizzare per i comuni cittadini, testimoni oculari delle atrocità. Ovunque essi siano potranno caricare foto e video, ripresi con il loro telefonino, su una pagina che trasferirà immediatamente tali informazioni, l’ora e la posizione su un database che sarà gestito dall’Università di Toronto. Il vantaggio è anche che il database sarà molto sicuro. In questa era di criminalità informatica, l’Università garantirà che i dati siano ben conservati e inviati per la verifica a database distribuiti in quattro diverse Università in tutto il mondo. Ci sarà poi un’operazione per certificare la reale provenienza dal Camerun e dal luogo specifico in cui sono avvenute le atrocità. Le informazioni ritenute credibili potranno quindi essere utilizzate da altre organizzazioni internazionali e commissioni di giustizia e pace in modo che intraprenderanno le loro azioni.

Garantita la sicurezza di chi invierà le prove di crimini che secondo alcuni rientrano nella categoria del genocidio.

La crisi anglofona che interessa le regioni Sud-occidentale e Nord-occidentale del Paese costituisce una minaccia per milioni di camerunensi e rischia di compromettere la stabilità nazionale del Camerun e quella delle sottoregioni dell’Africa centrale e occidentale. Il Camerun è un paese ufficialmente bilingue, con due regioni di lingua inglese e otto di lingua francese.

La crisi è cominciata nell’ottobre 2016, quando avvocati e insegnanti anglofoni sono scesi in strada per protestare contro la presenza massiccia della lingua francese anche nei tribunali e nelle scuole della regione anglofona. In generale i camerunesi anglofoni da tempo lamentano l’emarginazione politica, economica e sociale dal resto del Paese.

Gli anglofoni rappresentano circa il 20 percento della popolazione del Paese, i francofoni il restante 80 percento. La risposta del Governo di Paul Biya è stata violenta: i leader del movimento sono stati imprigionati e si è cercato di limitare i contatti con il mondo esterno bloccando Internet per mesi. E anche se il presidente ha dato cenni di apertura, la soluzione della crisi sembra ancora lontana.

Durante questi mesi molti anche gli attacchi di ritorsione da parte di gruppi separatisti armati. Secondo l’International Crisis Group a settembre 2019, sono morte circa 3.000 persone, almeno 500.000 gli sfollati interni,  700.000 bambini sono privati ​​della scuola. L’UNOCHA ha fatto sapere che, a partire da luglio 2019, 1,3 milioni di persone nelle regioni anglofone hanno urgente bisogno di aiuti umanitari.

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