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Fantascienza, realismo magico, fantasy. La “narrativa speculativa” africana trova spazio in Rete

Il mondo di autori e autrici africani/che che si dedicano alla fiction è talmente vasto che ha bisogno di tanto spazio. Soprattutto in Rete.

Spazio mai sufficiente ma quello esistente ha due grandi meriti: Farsi conoscere e far conoscere. Offrire a giovani talenti l’opportunità di pubblicare, diffondere ad un vasto pubblico il valore della scrittura contemporanea del continente.

Uno di questi spazi è la piattaforma è OmenanaSi tratta di una rivista trimestrale aperta a scrittori di narrativa speculativa africani e dalla diaspora.

Ma che cos’è la narrativa speculativa? Lo spiegano i co-fondatori del progetto, i nigeriani Chiagozie Fred Nwonwu, che si firma Mazi Nwonwu, e Chinelo Onwualu

Nelle nostre storie popolari gli animali parlavano e gli dei camminavano tra gli uomini; quella che oggi si chiama fantasia era reale, non solo la notte. Abbiamo perso l’immediatezza di quelle storie e siamo stati ridotti al traffico di immagini prese in prestito, immagini e storie che vanificano la nostra eredità.

Omenana è la una parola Igbo che significa divinità – ma può tradursi anche “cultura“.

Scopo del progetto è dunque recuperare l’immaginario, la creatività, le storie wildest, più selvagge, sfrenate, immaginifiche, e anche – forse – scomode. Quelle scritte senza venire a patti con l’editoria occidentale o la necessità di rispondere a canoni che non si sentono propri. 

Insomma fantasy, sci-fi, horror, realismo magico in versione black.

Finora sono stati pubblicati 13 numeri, a partire dal 2015. Le storie sono accompagnate dalle magnifiche illustrazioni di Godson ChukwuEmeka Okeiyi. Altro membro dello staff è la editor Iquo DianaAbasi, poetessa, story teller, autrice radiofonica.

La piattaforma e le pubblicazioni si sono finora alimentate con donazioni di artisti e istituzioni private. Noi ci auguriamo che questo progetto trovi sostegno e possa continuare a vivere a lungo.

Intanto a dare una mano alla diffusione di opere nuove provenienti dall’Africa, è l’African Speculative Fiction Society. Anche questo un luogo, dove si fa rete, ci si fa conoscere, ci si esprime.

Anche questo, dunque, il luogo della narrativa speculativa che include appunto fantascienza, fantasy e horror, ma anche slipstream, letteratura interstiziale, storie basate su credenze tradizionali. Forse per capire meglio bisognerebbe leggere qualcuno dei vincitori del premio Nommo, organizzato ogni anno dall’African Speculative Fiction Society.

Tra i vincitori dello scorso anno – 4 categorie – cito un libro che ho letto e che mi ha molto colpito. Sì, meritava di vincere. Si tratta di “Freshwater” di Akweake Emezi.

Per la sezione Graphic Novel, invece ha vinto “Shuri”, la black panter della Marvel. Un lavoro di Nnedi Okorafor, scrittrice afro-americana di fantasy e science fiction.

Sono aperte le nomination per il 2020. Aspettiamo le sorprese.

 

 

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