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Kenya, uomo arrestato per diffondere fake su twitter sul Covid-19

Un uomo è stato arrestato per aver diffuso false informazioni e generato panico sul coronavirus. È accaduto in Kenya al 23enne Elia Muthui Kitonyo.

L’uomo – che afferma di lavorare all’aeroporto internazionale, Jomo Kenyatta – aveva pubblicato un tweet dicendo che dallo scalo era arrivato il primo caso confermato COVID-19 e che il Governo kenyota stava mentendo sullo stato della persona infetta.

fake kenya

Non si è fatta attendere la risposta della Directorate of Criminal Investigations (DCI), Direzione investigazioni criminali, che ha accusato Kitonyo della pubblicazione di false informazioni e induzione al panico ai sensi della sezione 23 della legge sui crimini in Rete, Computer Misuse and Cybercrimes Act del 2018.

La sezione 23, quella che si riferisce appunto alla pubblicazione di notizie false, recita: 

commette un reato chi pubblica consapevolmente informazioni false su stampa, media radio e televisivi o in Rete, informazioni che intendono generare o generano panico, caos o violenza tra i cittadini della Repubblica o che possono screditare la reputazione di una persona.

Se ritenuto colpevole l’uomo sarà condannato a una multa fino a 5 milioni di scellini kenyoti o alla reclusione per un periodo fino a 10 anni. Ma potrebbe anche essere condannato sia al pagamento della multa che al carcere. 

Sarebbe questa la prima volta che il Governo mette in atto le norme del Computer Misuse e Cybercrimes Act nei confronti di chi ha utilizzato un social media per inviare una notizia considerata falsa. 

Tale normativa, approvata il 16 maggio 2018, è stata fin dal principio molto contestata, tanto che attivisti dei diritti umani qualche settimana dopo ne avevano ottenuto una sospensione dall’Alta Corte.

Ma chissà, forse la sua colpa potrebbe essere solo quella di aver informato la popolazione prima che fosse il Governo a parlarne ufficialmente e a prendere precauzioni. L’aereo in questione proveniva da Roma. Ma il Governo afferma che il primo caso di coronavirus è di una cittadina kenyota arrivata dagli USA via Londra.

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Oltretutto come si fa a non simpatizzare con chi fa notare che rischia di venire colpito da un virus “importato” dall’estero quando neanche si possiede un passaporto?

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L’impressione è che l’arresto del 23enne sia un modo per spaventare i social media activists più che poggiare davvero su fatti concreti. 

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