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“Meglio a casa che affrontare il viaggio verso l’Europa”. In Gambia lo speaker tornato dalla Libia che parla ai giovani

Non importa quanto la vita per te qui sia difficile, è meglio di quello che vivresti se ti avventurassi nel viaggio verso l’Europa“. Con queste parole Mustapha Sallah, invita i giovani come lui a mettere da parte i progetti di emigrazione, progetti che possono finire in violenze, abusi, e persino portare alla morte.

Dai microfoni di Radio Capital FM, questo 27enne, speaker gambiano, intrattiene gli ascoltatori, parla con chi chiama in diretta, ma soprattutto racconta la sua esperienza.

Nel 2016 – racconta Mustapha ad Ozy – dopo aver vinto una borsa di studio per studiare Informatica a Taiwan si reca in Nigeria per la richiesta del visto. Al rifiuto del visto Mustapha decide di andare in Libia per non tornare a casa “a mani vuote”. Da quel momento, il viaggio attraverso l’immenso Niger, l’arrivo e l’esperienza libica, tutta la sua vita è cambiata e a sentire racconti di compagni uccisi, persino bruciati vivi, si pensa che restare in vita sia stato per lui un miracolo.

Mustapha è riuscito a tornare in Gambia con il programma di reimpatrio e reintegrazione dell’Unione Europea (anche se egli stesso afferma che non sono molti quelli che, al di là delle promesse, riescono ad usufruire di tale opportunità).

Insieme con un amico incontrato durante la detenzione in una delle prigioni libiche, Karamo Keita, ha fondato YAIM, Youths Against Irregular Migration (Giovani contro la migrazione irregolare) – che è poi anche il titolo della trasmissione radiofonica attraverso la quale informa dei pericoli di intraprendere un viaggio come quello fatto da lui e migliaia di altri ragazzi. YAIM va inoltre in giro per il Paese per sensibilizzare sul tema e creare consapevolezza in special modo tra le giovani generazioni. 

yaim2

Foto ripresa da Ozy

Il problema rimane però il futuro di questi giovani, in un Paese dove il tasso di disoccupazione è sempre stato altissimo e nel 2020 – secondo le stime – è destinato a raggiungere il 9.20% e dove le rimesse raggiungono il 21% dell’economia gambiana.

 

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