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Nuxo, l’app della start up angolana pensata per scovare le fake news

Si chiama Nuxo ed è un’app per scovare le fake news. A idearla una start up angolana, la Simpluz Tecnologias. Nuxo, che è collegata a Messanger, si basa sull’intelligenza artificiale che utilizza un algoritmo di apprendimento automatico per consentire agli utenti di identificare rapidamente e accuratamente le notizie false.

Simpluz Tecnologias, con sede a Luanda e che – sottoliena Disrupt – ha una lunga esperienza nella lotta alle fake news, nel 2017 ha lanciato Manifexto, aggregatore di notizie (vere). Ora con la proliferazione di fake news e considerato che il fact-checking richiede tempo, ha deciso di passare dal ” tradizionale” metodo di verifica a uno automatizzato.

La piattaforma può analizzare le notizie praticamente in qualsiasi lingua ed è disponibile, gratuitamente, su Facebook (messanger), Basta copiare il link a un articolo e lasciare che Nuxo identifichi quindi se si tratta o meno di notizie false. La piattaforma è stata inizialmente provata con un database di oltre 10.000 articoli di notizie pre-identificati come vere o false.

Dopo averli analizzato tutti gli aticoli, l’algoritmo ha identificato uno schema, qualcosa che gli esseri umani non possono fare. Con questo si crea una base di analisi e da quel momento in poi ogni articolo che viene elaborato e analizzato ha il risultato incorporato nell’algoritmo, permettendo così alla macchina di imparare. Ciò significa che più notizie vengono analizzate da Nuxo, più diventa efficiente, accurato e necessario“, ha affermato Zedilson de Almeida, direttore generale di Simpluz Tecnologias.

Grazie al lavoro che svolgiamo con Manifexto, nella lotta alle fake news, riceviamo diverse richieste per identificare e informare sulla veridicità di specifici articoli. Il processo di verifica dei fatti richiede molto tempo e richiede alle persone di ricercare e indagare su ciascuna delle richieste. Per questo motivo abbiamo deciso di utilizzare la tecnologia per facilitare il processo e fare opera di responsabilizzazione” ha concluso il CEO della start up angolana.

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