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Gli hacker si concentrano sull’Africa. 85 milioni di attacchi informatici e accessi a dispositivi privati e aziendali in soli 6 mesi

I virus informatici si stanno diffondendo rapidamente in Africa. Lo dice una ricerca condotta dalla società di sicurezza informatica Kaspersky, secondo cui il malware è diffuso in tutto il Continente con vari Paesi che mostrano una forte crescita di tutti i tipi di software dannosi nella prima metà del 2021 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Si tratta di un aumento del 5% . I criminali informatici e gli hacker si starebbero concentrando sui Paesi africani considerando i progressi della trasformazione digitale in atto da tempo ormai nel Continente e l’aumento del lavoro a distanza derivante dalla pandemia di COVID-19. Solo in 4 Paesi si sono registrati 85 milioni di attacchi, con il Sudafrica che è quello maggiormente preso di mira (32 milioni di attacchi), seguito da Kenya (28,3 milioni), Nigeria (16,7 milioni) ed Etiopia (8 milioni).

Tutti i Paesi tranne il Kenya hanno registrato una crescita degli attacchi informatici con conseguente accesso a informazioni private. Etiopia e Nigeria hanno registrato rispettivamente un aumento del 20% e del 23% e il Sudafrica un aumento del 14%, mentre solo in Kenya il numero di attacchi è diminuito (13%).

Gli ultimi 12 mesi hanno evidenziato come gli hacker stiano rifocalizzando i loro sforzi per compromettere i sistemi di singoli utenti e aziendali e ottenere l’accesso a dati e informazioni rilevanti. Considerata la crescita della trasformazione digitale in tutta l’Africa, il Continente è diventato un obiettivo attraente per coloro che cercano di sfruttare la mancanza di competenze informatiche e sulla sicurezza degli utenti.

Ciò ha contribuito a far sì che un gran numero di dispositivi personali non disponesse ancora di alcuna forma di software di sicurezza informatica“, ha commentato Bethwel Opil, Enterprise Sales Manager di Kaspersky in Africa. “Il malware può entrare in un dispositivo in diversi modi. Ad esempio, facendo clic su un collegamento o un annuncio infetto, aprendo un allegato in un’e-mail di spam o scaricando un’app compromessa. Ciò significa che la protezione antimalware proattiva è essenziale per salvaguardare i singoli utenti e le aziende da queste minacce“, ha concluso l’esperto.

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