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Kigali, la prima volta in Africa i campionati mondiali di ciclismo su strada

Kigali, capitale del Rwanda, diventerà la prima città in Africa ad ospitare i Campionati mondiali di ciclismo su strada che si terranno nel 2025. Ad annunciarlo è stata l’Unione Ciclistica Internazionale (UCI). Così ne era annunciata la candidatura: “Il Rwanda vuole entrare nella storia di questo sport“. E così sarà.

A spingere verso la decisione finale à stato tra gli altri, il francese David Lappartient che aveva fatto dello svolgimento dei Mondiali nel continente africano una promessa elettorale durante la sua campagna per la presidenza dell’UCI nel 2017.

Sin dalla prima edizione, nel 1921, a Copenhagen (Danimarca), l’evento di punta dell’UCI si è infatti svolto anche lontano dalla sua tradizionale base europea. Prima attraverso l’Atlantico, in Nord America, di cui Montreal (Canada) è stata la prima città ospitante nel 1974. Tre anni dopo, direzione Sud America e San Cristobal, Venezuela. In Asia l’evento si è svolto per la prima volta nel 1990 a Utsunomiya, in Giappone. Vent’anni dopo è stata anche la volta dell’Oceania, a Geelong, vicino a Melbourne (Australia)

Kigali – perr i prossimi mondiali che si svolgeranno tra 4 anni – ha gareggiato contro contro Tangeri, in Marocco. A giocare a favore della scelta del Rwanda – oltre l’evidente preferenza del presidente UCI – è stata sia la ricchezza topografica del Paese non a caso definito “delle mille colline”, sia il fatto il fatto di possedere già un know-how riferito all’organizzazione di un Tour Nazionale. 

Lanciato alla fine degli anni ’80 come evento amatoriale, il Tour du Rwanda ha ottenuto una licenza dall’UCI nel 2009 e dal 2019 è addirittura un evento primario nel calendario – solo il Tropical Amissa Bongo (Gabon) condivide questo privilegio. Concretamente possono partecipare solo squadre di altissimo livello mondiale: some è stato per la Israel Start-Up Nation, la Total Direct Energie o la B&B Hotels p/b KTM, tre squadre presenti al Tour de France. Purtroppo la gara non viene trasmessa in Europa.

Negli ultimi anni, il Paese ha sperimentato un incredibile fervore popolare intorno al ciclismo, che è diventato uno sport nazionale.  Un modo, ha detto il presidente Paul Kagame in un’intervista a l’Équipe facendo riferimento al genocidio del 1994, “per dimenticare le nostre angosce e i nostri tormenti”.

Mezzo di trasporto diffuso e ancorato alla vita quotidiana, lo sviluppo del ciclismo agonistico è diventato una priorità per il Governo negli anni 2000: “Avevamo i ciclisti, ma dovevano imparare a diventare professionsiti pronti a una gara”, ha spiegato Paul Kagame. 

Nel 2014 su iniziativa dell’ex ciclista Jonathan Boyer, che ora ricopre il ruolo di manager della squadra di ciclismo Rwanda e allenatore della nazionale. è stato inaugurato il centro di allenamento ciclistico Africa Rising Cycling Center, a Musanze, nel Nord del Paese (qui la pagina Facebook). Sono già sei i ciclisti ruandesi che hanno partecipato ai campionati del mondo in Belgio.

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