Salutiamoci in “africano”

Una delle cose più divertenti – ma anche più irritanti – è quando mi chiedono se, vivendo in Ghana, ho imparato a parlare africano. A volte taccio, a volte sorrido, a volte mi incazzo per tale ignoranza, a volte cerco di spiegare che… l’africano (come lingua, è chiaro) non esiste.

In Africa – si sa 🙂 – si parlano oltre 1500 lingue diverse. In Europa le più parlate sono appena 10 (e il tedesco è la prima, dice Wikipedia). In Europa ci sono 743.1 milioni di persone, in Africa 1 miliardo 216 milioni. La vogliamo chiamare ricchezza culturale? O cosa? (Spazio ai detrattori…)

Di queste 1500 lingue, o anche 2000 secondo gli studiosi, ecco la lista delle 10 più parlate – ci sono anche quelle dei colonizzatori, ovvio -. Oltre all’inglese, all’arabo, francese e portoghese: swahili, amarico, yoruba, oromo, hausa, igbo, isiZulu, Shona.

In questo articolo sono stati raggruppati video con i saluti in queste lingue principali. (Io, nei video inseriti, mi sarei risparmiata il portoghese e il francese. Che senso ha? Allora aggiungete anche inglese e arabo, no?)

Come (non) avrete notato non c’è l’Ewe, che è la lingua che si parla dove vivo. Si parla nella regione del Volta e nella parte Sud del Togo. È una lingua che a me piace, la trovo musicale, soprattutto quando a parlarla è qualcuno di mia conoscenza 🙂 ma secondo gli stessi ghanesi è quella più difficile e pochi – a parte gli Ewe – riescono ad impararla. Io presumo che sia anche – e soprattutto – perché i ghanesi delle altre etnie non ne hanno nessuna voglia e ci sia un certo senso di superiorità.

Io però i saluti in Ewe in rete li ho trovati. Non ci capirete, e non memorizzerete, granché probabilmente, però… eccoli qui!

La strage degli animali in Africa

Giusto per ricordare quanto ce ne freghiamo dell’ambiente e pensiamo di essere i padroni dell’universo, oggi pubblico questa mappa che indica quanti animali vengono uccisi ogni anno in Africa dai cacciatori. Sono segnalate solo alcune regioni dell’Africa Sub Sahariana. E in realtà non si comprende se si tratti di dati riferiti solo alla caccia regolata o anche a quella di frodo. In questo caso i dati sarebbero ancora più allarmanti.

Una strage continua a cui si aggiungono le morti legati all’avidità di guadagno e a cui va aggiunta la costante espropriazione di spazi che costringe la fauna terrestre a spingersi altrove o a concentrarsi in territori chiusi e ristretti.

animali uccisi

La mappa risale al 2007 e pare che siano gli ultimi dati certi disponibili su questo fronte. Intanto, il rinoceronte nero e quello bianco, di cui la scheda non dà notizie (perché appunto non se ne hanno di certe) sono tra gli esemplari più in pericolo di estinzione. E così pure i gorilla di montagna, i leoni, i ghepardi, gli elefanti. Questi ultimi sono in cima alla lista. Ne rimarrebbero circa 600.000 braccati per l’avorio che certo può rendere l’uomo ricco ma anche peggiore della natura che umilia, offende distrugge.

Questo elenco – lunghissimo e che non riguarda solo i mammiferi – aiuta a capire la gravità della situazione.