La strage degli animali in Africa

Giusto per ricordare quanto ce ne freghiamo dell’ambiente e pensiamo di essere i padroni dell’universo, oggi pubblico questa mappa che indica quanti animali vengono uccisi ogni anno in Africa dai cacciatori. Sono segnalate solo alcune regioni dell’Africa Sub Sahariana. E in realtà non si comprende se si tratti di dati riferiti solo alla caccia regolata o anche a quella di frodo. In questo caso i dati sarebbero ancora più allarmanti.

Una strage continua a cui si aggiungono le morti legati all’avidità di guadagno e a cui va aggiunta la costante espropriazione di spazi che costringe la fauna terrestre a spingersi altrove o a concentrarsi in territori chiusi e ristretti.

animali uccisi

La mappa risale al 2007 e pare che siano gli ultimi dati certi disponibili su questo fronte. Intanto, il rinoceronte nero e quello bianco, di cui la scheda non dà notizie (perché appunto non se ne hanno di certe) sono tra gli esemplari più in pericolo di estinzione. E così pure i gorilla di montagna, i leoni, i ghepardi, gli elefanti. Questi ultimi sono in cima alla lista. Ne rimarrebbero circa 600.000 braccati per l’avorio che certo può rendere l’uomo ricco ma anche peggiore della natura che umilia, offende distrugge.

Questo elenco – lunghissimo e che non riguarda solo i mammiferi – aiuta a capire la gravità della situazione.

Come muore una stella marina

Avete mai visto morire una stella marina? Con dolcezza piega i suoi raggi, si accartoccia poco poco, lentamente, poi si stende di nuovo. Con la stessa lentezza. Fino a fermarsi, bloccarsi, perdere colore e morbidezza. Fino a morire. Ma prima, manda segnali, segnali chiari. Si avvertono, si sentono… La sensazione – se la tieni nelle mani – è che stringa, ti chieda sostegno, aiuto. Si aggrappi a te.

Non ha occhi una stella marina, non ha bocca, non ha suoni da noi percepiti. Per questo la avvertiamo “inferiore”? Per questo non pensiamo che viva? Eppure è una creatura complessa, la stella marina. Un miracolo, una prova della perfezione della natura.

Spesso finisce nelle reti dei pescatori o nelle mani di qualche bambino senza educazione né conoscenza. Te la porgono come regalo. Un bel regalo. Non posso rifiutarle, non posso gettarle via. Non posso riportarle in mare Troppo tardi.

Così ne tengo qualcuna. A ricordarmi, non so perché, la vanità del possesso.

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