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“Sex for grades”, un documentario dimostra gli abusi sessuali nelle Università in Nigeria e Ghana

Tutti ne sono a conoscenza ma pochi sono i provvedimenti presi per fermare questo odioso fenomeno: gli abusi sessuali in scuole e università africane. Sesso in cambio di ammissione ai corsi, buoni voti, e persino possibilità di carriera.

Negli ultimi anni la questione sta emergendo con grande clamore, anche grazie alle denunce (ancora poche in realtà) delle ragazze (ma anche ragazzi) coinvolti, e l’attenzione della stampa.

È appena stato pubblicato dalla BBC un breve documentario (Sex for grades) – girato grazie al lavoro di giornaliste sotto copertura – che mostra i comportamenti inequivocabili di alcuni professori all’Università di Lagos in Nigeria e Accra in Ghana. Un lavoro reso possibile dall’esperienza diretta della giornalista nigeriana Kiki Mordi, vittima di tali comportamenti. Comportamenti così diffusi che sembrano quasi averci fatto l’abitudine sia le studentesse che lo stesso corpo docente e i suoi vertici.

kiki

La giornalista ha dichiarato di aver ricevuto minacce immediatamente dopo la diffusione del documentario, ma che queste, ovviamente, non interferiranno con la sua volontà di continuare a denunciare questo fenomeno. “Credo che non si fermerà finché alle denunce non seguiranno condanne. Dobbiamo spezzare la cultura dell’impunità“.

Quello raccontato (e mostrato) nei tredici minuti del documento filmato, non è una novità. Anche se spesso resta sotto silenzio.

Insegnanti e personale delle scuole, dalle elementari alle università, possono abusare del loro potere e della situazione di fragilità delle ragazze (ma anche degli studenti maschi) per circuirli, sicuri che non saranno denunciati.

Varie le ragioni per cui molto spesso questi abusi vengono tenuti nascosti dai ragazzi: paura della riprovazione sociale, accettazione passiva del volere dell’autorità, e – può accadere – la volontà di trarre beneficio dalle avance dell’insegnante che assicura loro di andare avanti negli studi.

Peggio poi quando questi abusi accadono in aree povere o villaggi dove le ragazze sono in costante stato di bisogno e dove anche un piccolo regalo o l’offerta di cibo può essere un grosso incentivo a subire l’abuso senza ribellarsi.

 

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